Da Brucomele Giocattoli il divertimento arriva anche dall’oriente

È veramente molto difficile non rimanere affascinati da Sayaka e dai suoi laboratori incentrati sulla manualità e sulla creatività. I bambini si divertono, sperimentano materiali nuovi, esprimono la loro fantasia e si entusiasmano nel veder realizzato qualcosa prodotto dalle loro mani.

Le ho fatto qualche domanda per conoscerla meglio e per approfondire un po’ le differenze tra il Giappone e l’Italia sul tema dei bambini e delle loro attività.

CIAO SAYAKA, RACCONTACI UN PO’ DI TE, COSA FAI, DI COSA TI OCCUPI, MA SOPRATTUTTO DA DOVE VIENI

Ciao a tutti! Sono Sayaka, sono Giapponese ma sono ormai 15 anni che vivo qui in Italia, a Torino. Ho sposato un ragazzo italiano e abbiamo due bambine, Miyu e Yui, di 10 e 5 anni.

Oltre ad essere mamma (e questo già basterebbe) mi piacciono molto tutte le attività manuali, la trasformazione di un oggetto in qualcos’altro mi emoziona e mi appaga.

DA DOVE NASCE LA TUA PASSIONE PER LA MANUALITÀ?

Nasce da molto lontano. Purtroppo da piccolina non sono riuscita a coltivare le mie passioni, disegnare e creare, per via del poco tempo a disposizione: la scuola e i compiti mi occupavano gran parte della giornata e in più facevo tantissimo sport, mi piaceva soprattutto giocare a tennis. Così il mio sogno di diventare una creativa è stato riposto in un cassetto. Ma con l’arrivo delle mie bimbe, potrà sembrare strano perché fare la mamma richiede molto tempo, sono riuscita a recuperare un po’ di spazio per me e per il mio sogno in quel cassetto, utilizzando la creazione di oggetti e il disegno come attività da svolgere insieme a loro, divertendoci tutti insieme.

CHE COSA PROPONI NEI TUOI LABORATORI?

Sono una persona molto curiosa, mi piace sperimentare, conoscere e provare materiali differenti e i miei laboratori sono il risultato di questi miei esperimenti. Trovo che sia più stimolante per i bambini utilizzare e scoprire materiali nuovi, piuttosto che la carta, il cartone e i colori già largamente usati. Così propongo attività con diverse paste da modellare, come il FIMO, oppure la creazione di oggetti con un materiale plastico chiamato Polishrink, ma cerco anche di mescolare tecniche e materiali per realizzare e far esplorare mondi nuovi.

POSSONO I TUOI LABORATORI ESSERE UN MOMENTO, SI DI DIVERTIMENTO, MA FORMATIVO PER IL BAMBINO? IN CHE MODO POSSONO AIUTARE IL SUO SVILUPPO?

Sicuramente alla base ci deve essere tanto divertimento, perché alla fine per loro (e anche per me) deve essere un momento di gioia e spensieratezza. I laboratori sono studiati per diverse fasce d’età, in modo da rispettare i tempi di apprendimento dei bambini, per far sì che riescano a trarre il meglio di ogni momento formativo. La concentrazione, la manualità sono tutti aspetti che vengono mescolati insieme, uniti a tante risate!

DA COSA TRAI ISPIRAZIONE E DA DOVE NASCONO LE TUE IDEE PER LA REALIZZAZIONE DEI TUOI LABORATORI?

Io stessa non smetto mai di imparare nuove tecniche, l’utilizzo di nuovi materiali , che sperimento insieme alle mie bimbe. Se passo il loro severo esame, allora cerco di organizzare l’attività in modo che si adatti ad un pubblico più ampio possibile. Cerco di trarre anche vantaggio dal fatto che posso attingere da nuove idee che arrivano dal Giappone, e ogni anno quando torno, partecipo a corsi e attività. Questo mi permette di essere aggiornata e cercare di proporre sempre qualche laboratorio nuovo e divertente.

I BAMBINI IN GIAPPONE HANNO UN DIVERSO APPROCCIO ALLA MANUALITÀ?

Non direi un diverso approccio, ma nella nostra cultura ci sono attività che sono tipiche, come ad esempio gli origami (quella tecnica di piegatura della carta che permette di creare oggetti bellissimi ma anche molto difficili da realizzare) che permettono di sviluppare una propensione alla manualità. Ma non ho riscontrato una sostanziale differenza tra le attività che svolgono i bambini in Giappone rispetto ai bambini italiani.

NEL MODO IN CUI VENGONO EDUCATI I BAMBINI GIAPPONESI E QUELLI ITALIANI, TROVI MOLTE DIFFERENZE?

Sicuramente si trovano a crescere in un contesto molto diverso, in Giappone i bambini a 5 anni vanno a scuola o prendono la metropolitana da soli, cercando quindi di sviluppare un senso di autonomia molto forte. La scuola è abbastanza rigida e con molte regole da rispettare. In Italia ho visto più libertà nell’insegnamento, abbattendo schemi prefissati, per lasciare anche più spazio all’immaginazione.

 

Personalmente non vedo l’ora che inizino i suoi laboratori qui in negozio, sono un momento di divertimento e creatività per tutti i bambini che partecipano.

Per avere maggiori informazioni potete rivolgervi direttamente a Sayaka prendendo parte ai prossimi appuntamenti qui in negozio. Lunedì 30 settembre uscirà finalmente il calendario con tutti gli appuntamenti fino alla fine dell’anno. Ti consiglio di iscriverti alla mia newsletter per non perdere neanche un evento!

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