Abbasso il nove

Uno scolaro faceva le divisioni:
“Il tre nel tredici sta quattro volte con l’avanzo di uno.
Scrivo quattro al quoto. Tre per quattro dodici, al tredici uno. Abbasso il nove…”
“Ah no,” gridò a questo punto il nove.
“Come?” domandò lo scolaro.
“Tu ce l’hai con me: perché hai gridato «abbasso il nove?» Che cosa ti ho fatto di male? Sono forse un nemico pubblico?”
“Ma io…”
“Ah lo immaginavo bene, avrai la scusa pronta. Ma a me non mi va giù
lo stesso. Grida «abbasso il brodo di dadi», «abbasso lo sceriffo», e magari anche
«abbasso l’aria fritta», ma perché proprio «abbasso il nove»?”
“Scusi. ma veramente…”
“Non interrompere, è cattiva educazione. Sono una semplice cifra, e qualsiasi numero di due cifre mi può mangiare il risotto in testa, ma anch’io ho la mia dignità e voglio essere rispettato.
Prima di tutto dai bambini che hanno ancora il moccio al naso. Insomma, abbassa il tuo naso, abbassa gli avvolgibili, ma lasciami stare.”
Confuso e, intimidito, lo scolaro non abbassò il nove, sbagliò la divisione e si prese un brutto voto. Eh, qualche volta non è proprio il caso di essere troppo delicati.

[Gianni Rodari]

 

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