Com’è cambiato il mio rapporto con i bambini

Uno degli aspetti che maggiormente mi preoccupavano all’inizio della mia avventura era la mia totale incapacità di comunicare con quei piccoli bipedi che sarebbero entrati nel mio negozio. Ho sempre faticato a trovare un punto di contatto, di rapportarmi con loro e di creare un dialogo sia parlato che di gioco.
Devo essere sincero, la cosa mi impensieriva alquanto visto che di lì a poco avrei avuto a che fare con loro giornalmente e cercare di instaurare un’intesa sarebbe stato fondamentale nel mio lavoro per capire maggiormente che tipo di gioco avrei potuto proporre.
Neanche la presenza nella mia vita di mio nipote Simone aveva fatto il miracolo, rendendomi uno zio alquanto noioso e distratto. Non fraintendetemi, non ero e non sono burbero e cercavo di ricoprire il mio ruolo di zio al meglio impegnandomi al massimo. Ma semplicemente non ci sapevo fare e questo mi portava a dargli poche attenzioni e le nostre sessioni di gioco duravano molto molto poco, non perché non volessi o non ci provassi.
Ma non mi persi d’animo, presi tutti i miei dubbi, li sommai  alle preoccupazioni legati all’aprire un’attività tutta mia, li misi da parte e con una grandissima dose di coraggio mi lanciai. Ho dedicato un articolo al mio personale salto nel vuoto e a tutte le paure che giornalmente mi accompagnano definendo tale stato la La solitudine dell’imprenditore.
Sul “campo” però mi sono reso conto che per necessità l’animo umano si adegua a tutto e riesce a recuperare forze e attitudini che neanche noi immaginiamo di possedere.
Così mi trovai per forza di cose a dover interagire con loro, studiandoli e soprattutto studiandomi, cercando di volta in volta di modificare il mio approccio per valutare ciò che funzionava meglio e ciò che invece era meglio non replicare. Acquistai fiducia nelle mie capacità e realizzai che quelle personcine così bassine non sono poi così difficili da capire e da trattare, forse solo un po’ diffidenti e timide all’inizio. Bisogna cercare la chiave per superare la prima barriera che li circonda, il resto viene da se.
Giorno dopo giorno migliorai me stesso e il modo di propormi a loro scoprendo un aspetto del mio carattere a me sconosciuto: sapevo comunicare con i bambini!
Mi accorsi che trascorrere il tempo con i bimbi, stava liberando il lato fanciullo che è in me portandomi al loro stesso piano rendendo tutto molto più facile.
Loro con me si divertono, chiacchieriamo tanto e giochiamo molto insieme. Mi capita di passare pomeriggi interi qui in negozio a parlare seduti al tavolino nell’area gioco provando qualche giocattolo nuovo e disegnando. Ci sono tanti piccoli nuovi amici che passano solo per farmi un saluto e raccontarmi cosa gli è successo nella giornata passata a scuola, tutto ciò mi riempie il cuore di enorme felicità. Lo considero un successo personale di altissimo valore.
Anche il rapporto con mio nipote è notevolmente migliorato. Ora infatti chiacchieriamo, giochiamo, andiamo insieme al cinema e condividiamo tanto tempo insieme come mai fatto prima.
Sento di essere uno zio migliore.
Nonostante tutte le paure, le ansie e le preoccupazioni con le quali condivido le mie giornate, sono sicuro che l’avventura intrapresa sia la più giusta per me e tutto ciò non farà altro che accrescere la mia persona.

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