Raperonzolo

C’era una volta un uomo è una donna che desideravano tanto un bambino. Avevano già preparato la sua stanzetta ma purtroppo, dopo cinque anni, il bambino non era ancora arrivato e la donna si ammalò per il dolore. Una mattina, guardando dalla finestra, la donna vide dei raperonzoli nell’orto della casa vicina ed esclamò: “Come vorrei mangiarne qualcuno, sono sicura che, dopo, mi sentirei molto meglio!”. Il marito, nonostante l’orto appartenesse a una strega cattiva, la accontentò e, subito, di nascosto, vi si intrufolò. Poi per pranzo, preparò una deliziosa insalata di carote e raperonzoli. Di colpo, la moglie si sentì molto meglio. Il giorno dopo, la donna espresso il desiderio di mangiare altri raperonzoli. L’uomo entrò di nuovo nell’orto della vicina. Ma, aveva appena strappato le prime foglie, che una voce tuonò: “Perché stai rubando i miei raperonzoli?”. Era la strega ed era molto arrabbiata.
“Mi dispiace tanto!” si scusò l’uomo, tremante per la paura. “L’ho fatto per mia moglie che è triste perché non riusciamo ad avere un bambino. È felice solo quando mangia i vostri raperonzoli!” le spiegò. La strega ci penso un po’ su e poi esclamò: “Va bene, raccogli tutti i raperonzoli che vuoi, la aiuteranno ad avere tanti bambini, ma voglio qualcosa in cambio: il primo bambino che nascerà!”. L’uomo, terrorizzato, accettò. Ogni giorno tornava a prendere i raperonzoli e li cucinava alla moglie. Dopo poco tempo, i due aspettavano una bambina. Erano al settimo cielo! Ma, il giorno della nascita, la strega la rapì. La chiamo Raperonzolo.
Raperonzolo crebbe ogni giorno più bella. Aveva lunghissimi capelli del colore dell’oro che legava sempre in due trecce. Amava giocare con i suoi amici uccellini. Ma, la mattina del suo dodicesimo compleanno, la strega la rinchiuse in un’alta torre nel bosco, senza scale né porta. Aveva solo una finestrella. “Non voglio che tu mi abbandoni, per questo vivrai qui!” le disse la strega. Raperonzolo era sempre sola. Le mancava la sua vita! La strega le portava del cibo una volta al giorno e, per avvisarla del suo arrivo, le urlava “Raperonzolo! Getta le tue trecce dalla finestra!” Quindi, si arrampicava e, dopo essere stata un po’ con lei, ridiscendeva, sempre usando le trecce.
Raperonzolo viveva nella torre ormai da quattro anni. Per passare il tempo leggeva e dipingeva e, quando era triste, cantava. Gli uccellini si radunavano sulla finestra, incantati, perché la fanciulla aveva una voce meravigliosa. Un giorno, il figlio del re attraversava quella parte del bosco e si fermò a un ruscello a far vedere il suo cavallo. Improvvisamente, sentì la fanciulla cantare. Cercò di capire da dove provenisse la voce e, poco dopo, arrivò alla torre. Non vedendo né porta né scala, non poteva, però, salire. Ogni giorno, rapito dalla voce misteriosa, il giovane si recava alla torre. Un pomeriggio, noto la strega che urlava: “Raperonzolo! Getta le tue trecce dalla finestra!”. Il principe sorrise. Aveva scoperto il trucco! L’indomani, verso sera, il principe arrivò alla torre e gridò: “Raperonzolo! Getta le tue trecce dalla finestra!” e, in un attimo, fu in cima. Raperonzolo, nel vederlo, si spaventò ma lui la tranquillizzò subito: “Sono venuto per salvarti!”.
La fanciulla apprezzò la compagnia del principe, così gentile di educato. Al momento della sua partenza, però, si rattristò perché non poteva lasciare la torre insieme a lui. “Da domani, ogni giorno, ti porterò un pezzo di corda. Quando ne avrai a sufficienza, potrei costruire una scala e lascerai con me questa prigione!” le spiegò. Ogni sera, come promesso, il principe e tornava a trovare Raperonzolo. La strega non si accorse mai di nulla finché, una mattina, dopo averla tirata su con le sue trecce, Raperonzolo si tradì: “Perché sei così pesante? Il principe è molto più leggero di te!”. “Hai conosciuto il principe? Io ti avevo chiuso nella torre perché nessuno ti potessi vedere!” urlò la strega. Poi, le tagliò di netto le trecce con una forbice. Quindi, la condusse nel bosco più fitto e la lasciò sola e senza cibo.
Quella sera il principe tornò e, come sempre, gridò: “Raperonzolo! Getta le tue trecce dalla finestra!”. La strega fece cadere le trecce tagliate e il principe salì rapidamente. Arrivato in cima, scorse la strega che gli gridò: “Volevi portarmi via Raperonzolo? Troppo tardi, non è qui, lo abbandonata nel bosco!”. Disperato, il principe si butta dalla finestra. Fortunatamente, dei cespugli attutirono la caduta, ma di ramoscelli trapassarono gli occhi, rendendolo cieco. Ciò non gli impedì di andare nel bosco a cercare la sua amata. Gli anni passarono e il principe continuava a cercare il Raperonzolo. Un pomeriggio, udì qualcuno cantare di esclamò: “Io conosco questa voce!”. Quindi, segui la direzione da cui proveniva la voce e trovò la sua dolce Raperonzolo. La giovane lo riconobbe e gli corse incontro, piangendo per la felicità. Le lacrime bagnarono i suoi occhi e gli diedero di nuovo la vista. Insieme, tornarono al palazzo del re. Dopo pochi giorni si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.
E la strega? Rimase prigioniera nella torre perché il principe, cadendo, si era portato dietro le trecce!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *