I cigni selvatici

C’era una volta un Re che aveva dodici figli: undici maschi e una sola bellissima femmina. I bambini crescevano a corte giocando in allegria finché un giorno il Re non decise di risposarsi con Rebecca, una bella signora che aveva però un grande difetto: era molto gelosa di quei bambini. Ma più di tutti non poteva sopportare Elisa, la principessina. Così penso di allontanarla dal palazzo e di affidarla a una famiglia di contadini. La sua gelosia però non si placò e qualche anno dopo la matrigna riuscì a cacciare anche tutti i principi maschi. Per loro chiese anche che una strega facesse un terribile incantesimo: vennero trasformati in undici cigni neri.
Quei cigni volarono lontano e stavano quasi sempre in esilio. Tornavano soltanto una volta all’anno per rivedere con grande nostalgia i luoghi felici di quando erano bambini. La principessa Elisa invece, quando fu abbastanza grande, venne chiamata al castello dalla matrigna, che sperava di trovarla brutta e provata dalla vita di campagna. Elisa invece era bella, anzi, bellissima e dolce. Per la rabbia la matrigna le sporcò il viso con la cenere del camino e le tagliò i lunghi capelli biondi.
La ridusse davvero male, tanto che il re, entrando in quella stanza, non la riconobbe, anzi si spaventò e la cacciò pensando che fosse una vagabonda in cerca di qualcosa da rubare. Elisa fuggì nel bosco. Era triste e sola. Sentiva la mancanza dei suoi fratelli. Non sapeva dove andare, cercò un riparo e si addormentò tanto era stanca. La mattina seguente si svegliò e vide accanto a lei una vecchina.
La donna le raccontò: ”Sai mia cara, non lontano da qui puoi trovare undici cigni neri che hanno una piccola corona in testa“.
Elisa si fece indicare il cammino e andò a cercarli. Camminò tutto il giorno e giunse al tramonto in riva al fiume dove i cigni nuotavano. Quando il sole tramontò quei cigni si trasformarono, proprio sotto i suoi occhi, nei suoi undici fratelli principi. Che gioia per Elisa poterli riabbracciare!
Ma i principi le raccontarono delle incantesimo che li imprigionava e li costringeva a stare lontano. “Possiamo tornare qui solo in questa stagione, veniamo a vedere casa nostra e poi ci tocca tornarcene via…” spiegò il più grande. “Vieni anche tu con noi stanotte! Vola lontano con noi!”.
Elisa non se la sentiva di lasciarli, ora che li aveva ritrovati e volò aggrappata al collo di uno di loro, fino a quando non si rifugiarono in una caverna per riposare un po’. Elisa si addormentò con la preoccupazione di trovare il modo per aiutare i fratelli, ma non sapeva proprio come fare! Quando le apparve in sogno la vecchina che le aveva raccontato dei cigni.
In verità quella vecchina era una fata buona che propose a Elisa un piano preciso: “Posso aiutarti a salvare i tuoi fratelli ma ti serviranno forza e coraggio. Devi prendere le ortiche e filarle come se fossero cotone e poi tessere degli abiti per i tuoi fratelli e finché non avrai finito questo lavoro non dovrai mai parlare con nessuno. Se non rispetterai questo silenzio, ai tuoi fratelli verrà accorciata la vita”.
Era una prova davvero difficile, ma Elisa accettò. E la fata concluse: “Quando avrai confezionato gli undici abiti li getterai addosso ai cigni e loro diventeranno di nuovo principi per sempre. Solo allora potrai parlare”. Elisa aveva capito bene e la mattina comincio a raccogliere le ortiche. Filava e tesseva sopportando le irritazioni e il bruciore che quelle foglie le davano sulle braccia. I suoi fratelli cigni la vedevano così irritata e li chiedevano come mai, ma lei stava sempre zitta. Per superare quella prova ci voleva davvero tanto coraggio ed Elisa ce la metteva tutta!
Un giorno, mentre raccoglieva altre ortiche nel bosco, passò un principe con la sua scorta, la vide e si innamorò di lei. La portò nel suo palazzo e volle sposarla. Elisa non parlava e il seguito del principe si insospettì: qualcuno diceva che quella strana ragazza poteva forse essere una strega. Il principe cercò di proteggerla più che potè, ma ad un certo punto dovette cedere alle richieste della corte e dei sudditi che volevano bruciarla come si faceva allora con le streghe.
Elisa non rispondeva e continuava a tessere e filare chiusa nella sua stanza. Il principe, con le lacrime agli occhi dette l’ordine di portarla in piazza, dove era stato preparato uno rogo per il fuoco. Elisa sì lascio prendere, sempre in silenzio, ma volle portare con sé gli undici abiti che nel frattempo era riuscita a finire.
Nella piazza c’era una grande agitazione e anche gli undici cigni vennero attirati da quella confusione: non sapevano che cosa stesse succedendo e si avvicinarono per vedere meglio. Quando Elisa li vide, lanciò immediatamente su di loro gli abiti. Proprio in quel momento i cigni si ritrasformarono in principi e si avvicinarono alla sorella tra le grida della folla. Elisa sorrise e potè finalmente parlare. Li abbracciò e baciò anche il suo principe: ora poteva spiegare tutto. Al colmo della felicità il rogo venne distrutto. Elisa visse per sempre felice con il suo amato e suoi fratelli con lei.

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