Brucomele Giocattoli ha trovato il suo negozio

Apparentemente la scelta del luogo che avrebbe dovuto dare inizio al sogno di aprire il mio nuovo negozio sarebbe dovuta essere ardua e colma di riflessioni. Probabilmente avrei dovuto passare ore e ore a studiare piante di locali diversi, la gestione dello spazio, analisi approfondite e ricerche di mercato per determinare il quartiere migliore. Ma non ho fatto nulla di tutto ciò. Ora ti spiego meglio.

LASCIATI GUIDARE DALL’ISTINTO

In questo articolo “Conosci il tuo giocattolaio?” ho già raccontato come mi venne la “pazza” idea di aprire un negozio di giocattoli. In buona sostanza fu il locale vuoto e l’ambiente circostante ad influenzarmi e a donarmi l’intuizione che cambiò la mia vita. Però le idee da sole non bastano, devo diventare dei progetti ed essere valutati con molta attenzione. Tra queste valutazioni, lo spazio fisico dove avrà inizio l’attività è tra quelle fondamentali perché si collegano i ragionamenti legati al luogo, come per esempio la tipologia di giochi che i miei potenziali clienti della zona potrebbero ricercare, oppure se c’è spazio a sufficienza per proporre delle attività ludiche ai bambini, se sono sufficientemente visibile ai passanti o posso attirarli utilizzando altri canali….
Prima di ufficializzare la mia proposta all’agenzia immobiliare, ho sondato il mercato alla ricerca di proposte commerciali alternative e ho preso qualche appuntamento perché mi dicevo che una scelta tanto importante non può essere presa senza un’attenta valutazione. La decisione definitiva però è arrivata grazie all’istinto: in nessuno dei locali che ho visitato ho provato le stesse sensazioni. L’entusiasmo e la gioia che accompagnavano la mia mente mentre trasformava uno spazio abbandonato e polveroso in quello che sarebbe stata la mia casa del giocattolo, non l’avevo provato da nessun’altra parte. Potevo immaginare già l’arredamento, i bambini che entravano e giocavano e le attività che si sarebbe svolte al suo interno. Insomma lo vedevo già vivo. Così mi sono detto “ascolta la tua pancia e non sbaglierai”. Così ho fatto, ovviamente incrociando le dita e con tanta speranza nel cuore.  

COME ARRIVI FIN LASSÙ

Ufficializzato il contratto di affitto, bisognava pensare al progetto architettonico e alla gestione dei suoi spazi. Qui, il mio passato nel mondo dell’architettura mi è venuto in soccorso e sono partito da tre concetti fondamentali: da un lato scaffali in ferro e legno e dall’altro cassette della frutta per l’esposizione, pareti bianche e lampade a sospensione rosse e verdi. Tutto il più neutro e “pulito” possibile per far risaltare ancora di più i giochi esposti.
Trovare una soluzione espositiva ad un locale che presenta in alcune sue parti più di 8 metri di altezza non è stato semplice e studiare il grande scaffale che occupa quella parete ha richiesto qualche ora in più del previsto, ma sono riuscito a raggiungere l’effetto voluto. I piani di legno mobili aggiungono flessibilità andando incontro alle mie esigenze espositive.
Una semplice scala a scorrimento orizzontale (quelle che si trovano nelle biblioteche) ha permesso di risolvere il problema dei ripiani più alti rendendo il tutto molto affascinante per i bambini che entrano e mi chiedono “ma come arrivi a quei giocattoli lassù?”.
Molta cura e attenzione è servita per disegnare la collocazione delle cassette della frutta fissate alle altre pareti: il loro posizionamento sembra casuale ma, in realtà, seguono uno schema ben preciso e l’utilizzo di cassette di dimensione diversa ha regalato un piacevole movimento spaziale.
Anche la disposizione dei giochi è stata pensata e curata affinché i bambini sappiano trovare proprio quello che cercano, così la suddivisione in base all’età e al genere rende tutto più ordinato e organizzato. Chiacchierando con adulti e bambini ho capito che tutti i ragionamenti che hanno portato il negozio ad avere l’attuale aspetto, sono stati recepiti con facilità.

ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR

A mano a mano che il negozio prendeva forma cresceva dentro di me l’intenzione di non relegarlo a semplice e classica rivendita di giocattoli, ma farlo diventare un punto di riferimento per il gioco dei bimbi del quartiere. Un luogo dove ritrovarsi per passare del tempo e giocare insieme, assistere a spettacoli e partecipare a laboratori condividendo la felicità e la creatività.
Ed è anche per questo che la mia scelta definitiva sul locale che avrebbe ospitato il mio progetto è ricaduta su un negozio che si trova in una posiziona “anomala”, non su strada ma all’interno di un’area pedonale sufficientemente lontana dal traffico delle macchine. Se da un lato questo penalizza la mia visibilità, dall’altro però mi permette di organizzare attività di gioco che possono anche estendersi al di fuori del negozio (per esempio un bel torneo con i Nerf! Se non li conoscete, non preoccupate perché ve ne parlerò presto).
La bellezza di essere un commerciante risiede nel rapporto che si instaura tra me e il cliente, soprattutto se è alto meno di un metro. Ricordarsi l’ultimo acquisto per poter consigliare qualcos’altro, aiutare il bambino nella sua scelta conoscendo già i suoi gusti, fargli provare i giochi appena arrivati per capire il loro grado di apprezzamento, vederli entrare solo per un saluto o per fare quattro chiacchiere su come è andata la giornata a scuola come se fossimo degli amici al bar.  
È questo il negozio con il rapporto commerciante/cliente che stavo cercando, ed il riscontro è assolutamente positivo. Il messaggio è arrivato.

IL MIO NEGOZIO CHE CAMBIA, NELLA FORMA E NEL COLORE, È IN TRASFORMAZIONE

Un negozio è qualcosa di vivo, che cresce, evolve, si trasforma e si ritrasforma nuovamente. Non può rimanere fermo. Ha bisogno di un continuo cambiamento, adattandosi alle esigenze del momento. Così cambio continuamente l’esposizione aggiungendo o togliendo dettagli, alla ricerca sempre della soluzione migliore. Dal giorno dell’apertura, un anno fa, Brucomele Giocattoli è cambiato tantissimo arricchendosi sempre più. Assomiglia proprio a me, ordinato e lineare ma con la continua necessità di migliorarsi e trasformarsi, non per essere qualcosa di diverso ma per avere sempre una marcia in più.

SU, SU VIENI A TROVARMI

Dai, ti ho messo un po’ la curiosità di vedere questo spazio dedicato ai più piccoli?! Allora vieni a trovarmi qui in Corso Lione 85/9D, 10141 Torino, ti aspetto!

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