La solitudine dell’imprenditore

Faccio ancora fatica a rendermene conto ma sono anche io un imprenditore. Per chi, come me, si è trovato a mettere in piedi un’attività da zero si sarà sicuramente trovato in quei momenti che ho definito “la solitudine dell’imprenditore”.
Cambiare il proprio ambito lavorativo non è per nulla facile, assomiglia ad un lancio nel vuoto ma con un dubbio difficile da colmare: avrò messo su lo zaino con il paracadute o sono saltato senza? Quando ho preso la decisione di aprire Brucomele Giocattoli non conoscevo il mondo dei più piccoli, non avevo familiarità con i loro giochi o gusti, molti prodotti non li avevo sentiti neanche nominare. Non solo non conoscevo ciò che avrei dovuto vendere (ODDIO?! Eh come si fa!) ai miei futuri clienti ma non sapevo neanche come si gestisce un negozio sommerso da fatture, conti da pagare, commercialista, ordini, utenze, promozioni.
Insomma, credo si sia capito che non sapevo nulla di nulla. La domanda a questo punto sorge spontanea: “Perché? Perché hai deciso di buttarti in questo mare in piena senza essere minimamente preparato a tutto questo?”
Ho sempre avuto dentro di me la voglia di realizzare qualcosa di mio, qualcosa di “imprenditoriale” con la speranza poi di tramandare ai miei figli un lavoro già ben avviato. Provare l’ebbrezza che ti da il pensiero di avercela fatta. Questa è stata la mia spinta, la forza che ha permesso di spostare il piede e l’equilibrio del mio corpo nel vuoto. Sto ancora cercando sulle mie spalle lo zaino e al momento non ho ancora capito se quel paracadute lo potrò aprire o meno, ma ci sto lavorando.
Avere un’attività e portarla avanti da solo non è facile perché bisogna cercare di essere minimamente competenti su tutti gli aspetti e occuparsi in prima persona di ogni cosa. Certo, chi ha la possibilità di delegare e avere collaboratori smaltisce e distribuisce gli incarichi; chi non può permetterselo deve trasformarsi in continuazione. Così passo dal vendere al rispondere al telefono, dal fare le pulizie al trasmettere gli ordini, dall’essere contabile all’essere magazziniere, dall’ideare nuove attività a creare contenuti per i canali social e per questo blog. Ogni competenza implica uno sforzo notevole per essere portata avanti e se, come me, ti stai addentrando in un mondo totalmente nuovo, bisogna mettere in conto tante ore dedicate allo studio e alla pratica. Per fortuna sono venute in contro le mie attitudini e abitudini nel cercare di cavarmela sempre da solo e a non farmi ostacolare dal non essere capace e di conseguenza non agire. Bisogna avere la voglia di provare, studiare e tenere in considerazione di sbagliare e tanto. Non avendo soci, dipendenti o collaboratori tutte le responsabilità ricadono su di me, tutte le scelte ricadono su di me e spesso non aver qualcuno con cui confrontarsi, condividere le idee,  avere un confronto e un conforto ti porta a vivere quella solitudine dell’imprenditore. Quei momenti in cui ti trovi a dover prendere delle decisioni che possono rivelarsi decisive e ci sei solo tu e tutto dipende da te, ti metti in gioco completamente, artefice del tuo futuro, delle tue vittorie e delle tue sconfitte.
Ci vuole tanto coraggio per affrontare la mia nuova compagna di vita. Ve la presento, si chiama “paura” altrimenti detta “ansia”, come vi piace di più. È fedele, mi ha stretto la mano e ha giurato di non lasciarmela più, mi segue ovunque vado ed è gelosa, caspita se è gelosa. Ce l’ha soprattutto con “tranquillità”, colei che vorrei come amante ma la tiene a bada e distante.
Ho capito però che la cosa importante, è come questa sensazione di insicurezza viene incanalata e trasformata. Tutta la paura di non essere bravo abbastanza, non farcela e di fallire io cerco di trasformarla in creatività, in idee nuove da proporre ai miei clienti, in maggiore attenzione ai prodotti da tenere in negozio. È questa “paura” il motore che porta avanti le miei giornate.
Ma vale la pena di vivere così? Si! Ad un anno di distanza dall’apertura del negozio, ho capito che non c’è nulla che possa ripagarti di più nel vedere la felicità negli occhi di un bambino che ha appena scelto un giocattolo nuovo. Così affronto quei momenti di solitudine ben sapendo che lì fuori c’è un sorriso che entrerà nel mio negozio portando con se una boccata di serenità.

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